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	<title>Fai da te Archives - Esperimenti con logiche programmabili</title>
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	<description>Tutorial in italiano per imparare a programmare usando Arduino, Raspberry PI, Netduino</description>
	<lastBuildDate>Sun, 15 Jan 2017 11:53:52 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Fai da te Archives - Esperimenti con logiche programmabili</title>
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		<title>Come costruire un quadricottero con Arduino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 09:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tutorial Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[multiwii]]></category>
		<category><![CDATA[quadricottero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutorial per realizzare un quadricottero introduzione Il mondo dei quadricotteri si sta diffondendo in modo esponenziale negli ultimi tempi, troviamo modelli di ogni tipo con funzioni diversificate, dai modelli ultra sofisticati per rilievi e riprese video fino a modelli giocatolo da poche decine di euro,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Tutorial per realizzare un quadricottero</h3>
<h5>introduzione</h5>
<p>Il mondo dei <strong>quadricotteri</strong> si sta diffondendo in modo esponenziale negli ultimi tempi, troviamo modelli di ogni tipo con funzioni diversificate, dai modelli ultra sofisticati per rilievi e riprese video fino a modelli giocatolo da poche decine di euro, passando per quelli destinati al trasporto di piccoli oggetti o a modelli impiegati nel soccorso e nel controllo. <strong>Costruire</strong> e capirne il funzionamento è un&#8217;<strong>esperienza</strong> molto <strong>soddisfacente</strong> anche se i costi, purtroppo,  per realizzare un semplice modello non sono molto contenuti, probabilmente si arriverà ad una spesa tra i 200 e i 350€.</p>
<p>Ho passato diverso tempo nel cercare informazioni tecniche e nella <strong>realizzazione</strong> di un modello, superando diverse difficoltà, a volte banali, che vorrei condividere con voi scrivendo alcuni tutorial. Non mi reputo un esperto in materia quindi potrei fare alcuni errori nell&#8217;affrontare certi concetti, ma in vari siti, anche esteri, non ho trovato tutti i passaggi dettagliati che portano alla costruzione di un quadricottero in maniera <strong>semplice</strong>, ma se in alcuni la parte software è spiegata egregiamente non lo è la parte hardware o viceversa.<br />
Quindi quello che cercherò di fare è di scrivere una guida passo passo sulle procedure che portano a far volare un piccolo quadricottero.</p>
<p><span id="more-4302"></span></p>
<h5> Il quadricottero</h5>
<p>Questo aeromodello appartiene alla <strong>famiglia dei multirotori</strong> composti da 3 o più motori dotati di eliche. Nel quadricottero, come facilmente intuiamo, ci sono <strong>quattro motori</strong> con relative eliche che permettono di eseguire manovre tipiche di un <strong>elicottero</strong> (salire in quota, scendere ed andare avanti indietro a destra e sinistra) ma con un andatura in volo che riprende le manovre degli aerei (<strong>Beccheggio</strong>, <strong>Rollio</strong>, <strong>Imbardata</strong>).</p>
<p>E&#8217; essenziale per avere un volo stabile che due <strong>motori</strong> ruotino in <strong>senso orario</strong> e due motori in <strong>senso antiorario</strong>. Nell&#8217;elicottero la stabilità viene garantita dal rotore di coda che contrasta il movimento rotatorio del rotore principale.<br />
Il quadricottero, avendo i motori e le eliche montate nello stesso piano, deve equilibrare il moto impiegando due motori che ruotano in senso orario e due in senso antiorario.<br />
La contrapposizione dei motori permette quindi di annullare l&#8217;energia rotatoria degli stessi.</p>
<figure id="attachment_4363" aria-describedby="caption-attachment-4363" style="width: 349px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDirRotazione.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-4363 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDirRotazione.png" alt="Quadricottero o drone" width="349" height="361" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDirRotazione.png 349w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDirRotazione-290x300.png 290w" sizes="(max-width: 349px) 100vw, 349px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4363" class="wp-caption-text">Verso di rotazione dei motori. Due motori contrapposti ruotano in senso orario (M1 e M4). Due motori contrapposti ruotano in senso Anti Orario (M2 e M3). Questo permette di equilibrare le forze rotatorie permettendo di equilibrare il velivolo.</figcaption></figure>
<p>Anche le eliche devono essere montate in modo appropriato, infatti nei due motori che girano in senso orario andranno montate le <strong>eliche CW</strong> mentre le nei due motori che girano in senso antiorario dobbiamo montare le <strong>eliche CCW</strong>.</p>
<h5>Configurazione</h5>
<p>Le configurazioni tipiche di un quadricottero sono due e vengono definite dalla direzione di volo in relazione alla posizione dei motori; nella figura seguente potete osservare il modo x ed il modo +:</p>
<figure id="attachment_4339" aria-describedby="caption-attachment-4339" style="width: 577px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4339" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/09/QuadConf.png" alt="Configurazione Quadricottero" width="577" height="308" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/09/QuadConf.png 577w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/09/QuadConf-300x160.png 300w" sizes="(max-width: 577px) 100vw, 577px" /><figcaption id="caption-attachment-4339" class="wp-caption-text">La freccia rossa indica il senso di marcia in avanti</figcaption></figure>
<p>Nella configurazione + la direzione di volo corrisponde all&#8217;asse creato dai motori M1 e M4 mentre, nella configurazione x la direzione di volo corrisponde all&#8217;asse creato tra i motori M1 e M3 e l&#8217;asse creato tra i motori M2 e M4.</p>
<p>I motori, dotati di eliche, sono rappresentati in figura dalle sigle M1, M2, M3, e M4 e vengono montati, tipicamente,  alle estremità degli assi del telaio (Frame), l&#8217;elettronica di controllo e la batteria sono montati solitamente al centro del drone, dove si intersecano gli assi.</p>
<p>Tra le due configurazioni quella che personalmente preferisco è quella a x, che utilizzerò per il corso del tutorial.</p>
<h5>Come vola il quadricottero</h5>
<p>E&#8217; necessario fare una piccola parte teorica per conoscere come vola il nostro quadricottero, questo per me è stato importante sia per capire come montare i vari componenti sia per quanto riguarda la gestione del quadricottero durante primi voli.</p>
<p>Ammettiamo di avere già tra le mani un quadricottero funzionante e pronto al volo.<br />
Una volta avviati i motori, questi andranno teoricamente alla stessa velocità di rotazione, tramite l&#8217;acceleratore del radiocomando (throttle) potremo variare questo valore aumentandolo o diminuendolo.<br />
Quando la velocità di rotazione delle eliche permette di avere una portanza capace di contrastare il peso del quadricottero, esso inizierà a sollevarsi da terra, portandosi a una certa quota.<br />
Ora, nel sempre nel caso teorico, in cui i pesi del quadricottero sono perfettamente identici in tutti gli assi, e non ci sono elementi esterni che disturbano il volo come folate di vento, la velocità di rotazione dei quattro motori rimane uguale.<br />
Immaginiamo ora che la velocità di rotazione dei motori sia tale da tenere il quadricottero a una quota di 1 metro dal suolo.</p>
<h5>Beccheggio (PITCH)</h5>
<p>Consideriamo sempre il nostro quadricottero in volo è perfettamente stabile (situazione teorica), per poterlo far muovere in avanti dovremmo agire sul <strong>beccheggio</strong>. Per farlo <strong>muovere in avanti</strong> la centralina di controllo montata al centro del quadricottero, dovrà <strong>aumentare</strong> la velocità di <strong>rotazione</strong> dei motori posteriori <strong>M3</strong> e <strong>M4</strong> e <strong>diminuire</strong> la velocità di <strong>rotazione</strong> dei motori anteriori <strong>M1</strong> e <strong>M2</strong>. In questo caso il modello si inclinerà in avanti permettendone il movimento verso quella direzione.<br />
Per <strong>portare</strong> il quadricottero <strong>indietro</strong> la centralina dovrà eseguire l&#8217;operazione opposta, ovvero <strong>aumentare</strong> la velocità di <strong>rotazione</strong> dei motori <strong>M1</strong> e <strong>M2</strong> e diminuire la velocità di rotazione dei motori <strong>M3</strong> e <strong>M4</strong>:</p>
<figure id="attachment_4350" aria-describedby="caption-attachment-4350" style="width: 155px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatore.png"><img decoding="async" class="wp-image-4350 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatore.png" alt="QuadOsservatore" width="155" height="268" /></a><figcaption id="caption-attachment-4350" class="wp-caption-text">L&#8217;osservatore si trova in posizione laterale</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_4345" aria-describedby="caption-attachment-4345" style="width: 519px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadAvanti.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4345 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadAvanti.png" alt="Quadricottero Marcia Avanti" width="519" height="199" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadAvanti.png 519w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadAvanti-300x115.png 300w" sizes="auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4345" class="wp-caption-text">Beccheggio. Movimento in avanti ottenuto aumentando la velocità di rotazione dei motori posteriori e diminuendo la velocità dei motori anteriori</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_4346" aria-describedby="caption-attachment-4346" style="width: 519px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadIndietro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4346 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadIndietro.png" alt="Quadricottero marcia Indietro" width="519" height="199" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadIndietro.png 519w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadIndietro-300x115.png 300w" sizes="auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4346" class="wp-caption-text">Beccheggio. Movimento in indietro ottenuto aumentando la velocità di rotazione dei motori anteriori e diminuendo la velocità dei motori posteriori</figcaption></figure>
<h5>Rollio (ROLL)</h5>
<p>Tramite il <strong>rollio</strong> potremo far <strong>spostare</strong> il nostro quadricottero <strong>lateralmente</strong>. Anche in questo caso il movimento del quadricottero avviene variando la velocità dei motori in modo tale da poter inclinare su un lato il quadricottero permettendone quindi lo spostamento a destra o sinistra.</p>
<figure id="attachment_4351" aria-describedby="caption-attachment-4351" style="width: 306px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4351 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte.png" alt="QuadOsservatoreFronte" width="306" height="157" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte.png 306w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte-300x153.png 300w" sizes="auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4351" class="wp-caption-text">L&#8217;osservatore si trova di fronte al quadricottero (M1-M2 parte anteriore M3-M4 parte posteriore)</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4354" aria-describedby="caption-attachment-4354" style="width: 518px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDestra.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4354 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDestra.png" alt="QuadDestra" width="518" height="197" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDestra.png 518w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadDestra-300x114.png 300w" sizes="auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4354" class="wp-caption-text">Rollio. Spostamento a Destra (Relativo all&#8217;osservatore posto di fronte al quadricottero) i motori M2 e M4 aumentano la velocità di rotazione, i motori M1 e M3 diminuiscono la velocità di rotazione. Otteniamo una inclinazione a destra con conseguente movimento del quadricottero verso quella direzione.</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4355" aria-describedby="caption-attachment-4355" style="width: 519px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadSinistra.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4355 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadSinistra.png" alt="QuadSinistra" width="519" height="199" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadSinistra.png 519w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadSinistra-300x115.png 300w" sizes="auto, (max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4355" class="wp-caption-text">Rollio. Spostamento a Sinistra (Relativo all&#8217;osservatore posto di fronte al quadricottero) i motori M1 e M3 aumentano la velocità di rotazione, i motori M2 e M4 diminuiscono la velocità di rotazione. Otteniamo una inclinazione a sinistra con conseguente movimento del quadricottero verso quella direzione.</figcaption></figure>
<h5>Imbardata (YAW)</h5>
<p>L&#8217;altro movimento che può eseguire il quadricottero è la rotazione su se stesso, definita imbardata. Il movimento avviene variando la velocità di rotazione di due motori posizionati nello stesso asse.</p>
<figure id="attachment_4351" aria-describedby="caption-attachment-4351" style="width: 306px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4351 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte.png" alt="QuadOsservatoreFronte" width="306" height="157" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte.png 306w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadOsservatoreFronte-300x153.png 300w" sizes="auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4351" class="wp-caption-text">Osservatore. Vista frontale</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4357" aria-describedby="caption-attachment-4357" style="width: 294px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadRotazioneAntiOraria.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4357 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadRotazioneAntiOraria.png" alt="QuadRotazioneAntiOraria" width="294" height="289" /></a><figcaption id="caption-attachment-4357" class="wp-caption-text">Imbardata. Rotazione oraria effettuata aumentando la velocità di rotazione dei motori M2 ed M3 e diminuzione della velocità di rotazione dei motori M1 e M4</figcaption></figure>
<figure id="attachment_4360" aria-describedby="caption-attachment-4360" style="width: 294px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadRotazioneAntiOraria.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4360 size-full" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2014/10/QuadRotazioneAntiOraria.png" alt="QuadRotazioneAntiOraria" width="294" height="289" /></a><figcaption id="caption-attachment-4360" class="wp-caption-text">Imbardata. Rotazione antioraria CCW effettuata diminuendo la velocità di rotazione dei motori M2 ed M3 e aumentando la velocità di rotazione dei motori M1 e M4</figcaption></figure>
<p>Credo che per ora queste nozioni siano quelle basilari che dobbiamo conoscere ed imparare per poi affrontare nel prossimo articolo la parte relativa a tutti gli elementi che compongono il quadricottero.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/B00PJUW6L2/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=B00PJUW6L2&amp;linkCode=as2&amp;tag=logicaprogram-21" rel="nofollow">Se vuoi subito iniziare a volare prova quadricotteri pronti al volo come questo</a></p>
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		<title>Do It Yourself, la filosofia del fai da te</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 12:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[DIY]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da te]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pensieri personali sull&#8217;arte del fai da te! Siamo abituati alla regola che se un dispositivo si rompe, allora bisogna comprarne uno nuovo perché non si può aggiustare. In effetti la miniaturizzazione e l&#8217;integrazione hanno reso i dispositivi talmente economici rispetto alla spesa di riparazione da...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Pensieri personali sull&#8217;arte del fai da te!</h3>
<p>Siamo abituati alla regola che se un dispositivo si rompe, allora bisogna comprarne uno nuovo perché non si può aggiustare. In effetti la miniaturizzazione e l&#8217;integrazione hanno reso i dispositivi talmente economici rispetto alla spesa di riparazione da non giustificarne l&#8217;operazione. Il problema principale di questa filosofia è, oltre all&#8217;aumento di spazzatura high tech, la dipendenza verso questo meccanismo dell&#8217;usa e getta, alimentata anche da un sistema produttivo che immette sul mercato nuovi prodotti a distanze temporali molto ridotte rispetto al passato.</p>
<p>Dal punto di vista sociale si crea un taglio netto tra chi può permettersi costantemente il nuovo prodotto e chi invece rimane, per ovvi problemi economici, all&#8217;età della pietra, o chi si indebita, per esempio, per acquistare al proprio figlio l&#8217;ultimo modello di smartphone per non farlo sentire escluso dall&#8217;élite.</p>
<p>Penso sia un meccanismo ciclico dove alla fine i conti, soprattutto economici, non tornano mai. Fortunatamente si inizia a sentire parlare della <del>nuova</del> filosofia, ripresa da momenti di crisi economica, del<strong> fai da te</strong>.</p>
<p><span id="more-2730"></span>Vuoi migliorare il tuo antifurto, l&#8217;apri cancello,  il sistema di riscaldamento, la stufa a pellet, non correre subito dal primo negoziante sotto casa, puoi iniziare a recuperare la tua voglia di fare e costruire, implementare e riparare, che avevi da bambino utilizzando componenti a basso costo o riciclandone di vecchi.</p>
<p>Penso che quando c&#8217;è un problema tecnico, visto il bombardamento mediatico subito ogni giorno, la prima cosa che ci salta in mente è, &#8220;si è rotto, non si può aggiustare, bisogna comprarne un altro!&#8221;. Se ci convinciamo invece della possibilità di intervenire con le nostre mani, otterremmo numerosi vantaggi sia per il portafoglio sia per l&#8217;ambiente, non di meno, la soddisfazione di riparare o addirittura di costruire un altro dispositivo equivalente, recuperando pezzi vecchi.</p>
<p>Cambiare mentalità e soprattutto abitudini è molto difficile, sono frasi già sentite a cui non diamo più valore, ma ti posso garantire che se ti convinci che il<strong> fai da te</strong> sia possibile ti si aprirà un mondo nuovo.</p>
<p>Tutte queste parole derivano dall&#8217;aver sperimentato in prima persona la<strong> filosofia DIY</strong>. La mia esperienza non è legata al mondo dell&#8217;elettronica ma in un campo dove ero totalmente inesperto e per motivi economici ho iniziato a convincermi che, se potevano farlo altre persone potevo farlo anche io.<br />
All&#8217;inizio si commettono errori di inesperienza, ma cercando di capire dove si sbaglia si inizia ad avviare un processo di autoapprendimento progressivo, il segreto è che non bisogna demoralizzarsi alle prime difficoltà tecniche ma imparare dai propri errori.</p>
<p>Grazie a schede come <strong>Arduino</strong> e <strong>Netduino</strong> (o simili) è possibile intraprendere questa strada, anche per chi non ha mai avuto nessuna esperienza di programmazione o nella realizzazione di circuiti elettronici, con un po di impegno potete dare sfogo alle vostre idee e imparare a cambiare il modo di affrontare i problemi tecnici.</p>
<p>Credo molto nel fai da te e spero di dare, tramite questi articoli, il mio contributo a questa filosofia ritrovata.</p>
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			</item>
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		<title>Realizzazione impianto microirrigazione per orto</title>
		<link>https://logicaprogrammabile.it/tutorial-realizzarione-impianto-microirrigazione-domestico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 May 2011 16:54:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Autocostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[Microirrigazione]]></category>
		<category><![CDATA[Netduino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Realizzare impianto di microirrigazione fai da te Dopo aver acquistato il materiale necessario alla realizzazione dell&#8217;impianto di microirrigazione sono passato alla pratica con l&#8217;aiuto dei mie familiari. Ho cercato di rispettare lo schema dell&#8217;impianto proposto nel precedente articolo. Per il momento l&#8217;impianto non ha ancora...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Realizzare impianto di microirrigazione fai da te</h1>
<p>Dopo aver acquistato il materiale necessario alla realizzazione dell&#8217;impianto di <strong>microirrigazione</strong> sono passato alla pratica con l&#8217;aiuto dei mie familiari. Ho cercato di rispettare lo schema dell&#8217;impianto proposto nel <a title="Netduino e irrigazione automatica fai da te (Teoria)" href="https://logicaprogrammabile.it/irrigazione-automatica-netduino/">precedente articolo</a>. Per il momento l&#8217;impianto non ha ancora l&#8217;<strong>elettrovalvola</strong> perché prima vorrei capire quanta corrente assorbe e fare alcuni calcoli per dimensionare la batteria che dovrà garantire una sufficiente autonomia del sistema.</p>
<p>Per motivi logistici non ho potuto documentare la realizzazione dell&#8217;impianto tramite un video. Di seguito alcune foto che illustrano le fasi di realizzazione.</p>
<p>A monte dell&#8217;impianto, ho collegato il filtro, fondamentale per un corretto funzionamento dei gocciolatori.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1352 size-medium" title="Filtro impianto microirrigazione" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0958-225x300.jpg" alt="Filtro per le acque della cisterna" width="225" height="300" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0958-225x300.jpg 225w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0958.jpg 375w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /><span id="more-1349"></span>Il filtro è facilmente accessibile, questo mi permette di eseguire delle manutenzioni regolari come la pulizia dell&#8217;elemento filtrante.<br />
La fase successiva è quella di montare le ale gocciolanti al tubo di mandata principale. Nel mio caso il tubo di mandata è stato realizzato precedentemente per ovvi motivi pratici di assemblaggio delle staffe e foratura del tubo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1353 size-medium" title="Ala gocciolante" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0968-300x300.jpg" alt="microirrigazione montaggio ala gocciolante al tubo di mandata" width="300" height="300" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0968-300x300.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0968-150x150.jpg 150w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0968.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;ala gocciolante è inserita nel portagomma del <strong>microrubinetto</strong> collegato alla presa a staffa del tubo di mandata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1355 size-medium" title="Inserimento ala Gocciolante" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0980-300x240.jpg" alt="Montaggio dell'ala gocciolante al tubo di mandata" width="300" height="240" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0980-300x240.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0980.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L&#8217;impianto è composto da 12 tubi di ala gocciolante autocostruita da 16mm</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1356 size-medium" title="DSCF0982" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0982-300x239.jpg" width="300" height="239" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0982-300x239.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0982.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>questo un dettaglio del gocciolatore installato nel tubo di 16mm. In questo caso per motivi illustrativi il gocciolatore è rivolto verso l&#8217;alto ma in fase di irrigazione il gocciolatore deve essere posto in orizzontale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1354 size-medium" title="Dettaglio gocciolatore" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0972-300x240.jpg" alt="Gocciolatore inserito nel tubo da 16mm" width="300" height="240" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0972-300x240.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0972.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>In prossimità di ogni gocciolatore ho realizzato una piccola buca per creare la sede dove inserire la pianta</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1357 size-medium" title="Creazione sede per pianta" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0985-300x300.jpg" alt="creazione se de in direzione del gocciolatore" width="300" height="300" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0985-300x300.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0985-150x150.jpg 150w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0985.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>In ogni sede è stato praticato un foro, in direzione del gocciolatore, per inserire la piantina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1358 size-medium" title="Creazione foro per allogiamento piantina" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0987-300x300.jpg" alt="Creazione foro per allogiamento piantina" width="300" height="300" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0987-300x300.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0987-150x150.jpg 150w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0987.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Ora inseriamo la piantina nel foro e ricopriamo le radici  con un po di terra</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1359 size-medium" title="Inserimento piante nel foro praticato" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0989-300x300.jpg" alt="Inserimento piante nel foro praticato" width="300" height="300" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0989-300x300.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0989-150x150.jpg 150w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0989.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Non ci resta che aprire la valvola e collaudare il sistema. Potete osservare come le gocce bagnano una piccola zona del terreno, quella occupata dalle radici della pianta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1360 size-medium" title="Irrigazione della pianta" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0996-300x300.jpg" alt="Microirrigazione con gocciolatore" width="300" height="300" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0996-300x300.jpg 300w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0996-150x150.jpg 150w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/DSCF0996.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E&#8217; consigliabile controllare ogni singolo gocciolatore per verificarne la corretta erogazione. Se qualche gocciolatore ha un flusso superiore agli altri potete intervenire stringendo la sua ghiera. Assicurarsi una omogenea erogazione, è importante per una irrigazione corretta delle piante.</p>
<p>La parte meno <em>nobile</em> del progetto è pronta (a parte l&#8217;installazione della elettrovalvola). Nel prossimo articolo presenterò il circuito della centralina formato da uno shield autocostruito e dal nostro amato <strong>Netduino</strong>.</p>
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		<title>Netduino e irrigazione automatica fai da te (Teoria)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Lai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 06:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[.Net micro framework]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[Autocostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Automatismo]]></category>
		<category><![CDATA[Elettrovalvola]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[Irrrigazione]]></category>
		<category><![CDATA[Netduino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come realizzare centralina di micro irrigazione Mi è sempre piaciuta l&#8217;idea di un orto/giardino automatizzato, magari con Netduino, capace di sfruttare l&#8217;irrigazione in modo coscienzioso e senza sprechi d&#8217;acqua. Penso sia uno di quei progetti molto ricercati per la sua evidente utilità pratica, e anche...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Come realizzare centralina di micro irrigazione</h1>
<p>Mi è sempre piaciuta l&#8217;idea di un orto/giardino automatizzato, magari con <strong>Netduino</strong>, capace di sfruttare l&#8217;irrigazione in modo coscienzioso e senza sprechi d&#8217;acqua.<br />
Penso sia uno di quei progetti molto ricercati per la sua evidente utilità pratica, e anche perché la coltivazione e la cura di piante è un istinto innato che ci avvicina alla natura e ci fa sentire bene!</p>
<p>Abito in un piccolo paese dove ogni famiglia possiede un piccolo orto per la coltivazione di verdure e frutti. La tecnica di irrigazione principale è quella a solco (scorrimento), decisamente svantaggiosa e poco efficace per l&#8217;eccessivo spreco d&#8217;acqua.<br />
Fortunatamente oggi ci sono molte tecnologie efficienti che permettono l&#8217;impiego di sistemi programmabili per la gestione delle attività di irrigazione.</p>
<p>Anche io ho voluto sviluppare il mio sistema a microcontrollore per gestire le fasi di irrigazione di un piccolo orto.<br />
Per la realizzazione di questo sistema bisogna avere un minimo di esperienza nella coltivazione di piante ed essere consapevoli che ci dovremmo sporcare le mani!!</p>
<p>La tecnica di irrigazione migliore per questo progetto si basa sulla microirrigazione a goccia. E&#8217; necessario quindi procurarci tutto il materiale per l&#8217;impianto. Le mie informazioni progettuali sono da considerare di carattere generale, dato che il sistema è influenzato da vari parametri come, la tipologia del terreno (inclinazione, consistenza, composizione, esposizione agli agenti atmosferici) il tipo e la quantità di piantine da coltivare.<span id="more-1135"></span>La figura seguente rappresenta un tipico impianto a goccia automatizzato:</p>
<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1144 size-full" title="OrtoAutomatizzato" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/OrtoAutomatizzato1.gif" alt="Schema di principio orto automatizzato" width="621" height="427" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/OrtoAutomatizzato1.gif 621w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/OrtoAutomatizzato1-300x206.gif 300w" sizes="auto, (max-width: 621px) 100vw, 621px" /></p>
<p>La cisterna contiene l&#8217;acqua necessaria ad irrigare le piante, le sue dimensioni variano a seconda della dimensione dell&#8217;orto, un valore sufficiente per una autonomia di 2-3 settimane potrebbe essere di 1000 litri.<br />
Subito dopo troviamo il filtro, questo elemento è essenziale per un impianto di <strong>microirrigazione </strong>in quanto blocca le impurità dell&#8217;acqua che col tempo potrebbero otturare i gocciolatori.<br />
L&#8217;elettrovalvola è un rubinetto elettronico che permette, tramite la centralina elettronica, di gestire tutte le fasi d&#8217;irrigazione. La centralina riceve input dai sensori di umidità, temperatura e luminosità, in questo modo possiamo sviluppare algoritmi che gestiscono l&#8217;irrigazione in funzione dei parametri ambientali.</p>
<p>Il tubo di mandata principale permette di alimentare i vari rami dell&#8217;impianto, ogni ramo (ala gocciolante) è sezionabile tramite un minirubinetto, questo permette di effettuare operazioni di manutenzione anche durante l&#8217;irrigazione.<br />
L&#8217;ala gocciolante è composta da un tubo, solitamente da 16mm, dove sono collocati i gocciolatori. Ogni gocciolatore irriga una singola pianta.</p>
<p>La realizzazione dell&#8217;impianto dipende dalla dimensione del terreno a disposizione e dal numero e tipo di piante da coltivare. Secondo la mia esperienza vi posso dire che per il fabbisogno di una famiglia di 5-6 persone potete coltivare i seguenti prodotti</p>
<ul>
<li>20 piante Pomodoro</li>
<li>10 piante Melanzane</li>
<li>10 piante Peperoni</li>
<li>20 piante Fagiolini</li>
<li>10 piante Cetrioli</li>
<li>5 piante Zucchine</li>
<li>20 piante Lattuga</li>
</ul>
<p>naturalmente ognuno può aumentare o diminuire queste quantità a seconda delle preferenze e dei gusti personali.<br />
Per quanto riguarda la distanza tra gocciolatori possiamo dimensionare in questo modo</p>
<ul>
<li>40-50 cm per Pomodori, Melanzane, Peperoni, Fagiolini e Cetrioli</li>
<li>60-70 cm per le Zucchine</li>
<li>15-20 cm per le Lattughe</li>
</ul>
<p>Mentre la distanza tra un <strong>ala gocciolante</strong> e la successiva può variare da 40-50 cm a  80-100cm a seconda dello spazio a disposizione, e della comodità che vogliamo avere per passare tra i filari.</p>
<p>Dopo l&#8217;assemblaggio dell&#8217;impianto è necessario verificare che tutti i gocciolatori funzionino a dovere e che non ci siano perdite d&#8217;acqua dai raccordi di connessione.</p>
<p>La parte che ora bisogna studiare, riguarda la centralina elettronica. Certamente sul mercato esistono vari modelli con prezzi anche di poche decine di euro, che potrebbero farci abbandonare l&#8217;idea dell&#8217;autocostruzione, ma il nostro scopo è quello di sperimentare e imparare nuovi concetti per poi applicarli in altri ambiti o per accrescere il nostro bagaglio culturale.</p>
<p>Apro una piccola parentesi sull&#8217;elettrovalvola: a parte le varie dimensioni e capacità idriche, esistono modelli a 24Vac e a 9Vcc. Volendo creare un impianto autonomo è meglio utilizzare il modello a 9Vcc in modo da eliminare qualsiasi trasformatore. Il costo delle elettrovalvole in continua è purtroppo superiore a quelle in ca (circa 30€).</p>
<p>Il circuito elettronico deve acquisire come input i dati dai sensori e pilotare l&#8217;elettrovalvola per un tempo che può essere fisso o variabile a seconda del software che andremmo a sviluppare.<br />
Come microcontrollore possiamo optare per diverse soluzioni come <strong>Netduino </strong>piuttosto che <strong>Arduino</strong> o <strong>Picmicro</strong>. Certamente un fattore importante è il costo, che si aggira intono ai 30€ per Netduino/Arduino mentre per i Picmicro siamo intorno ai 3-8€.<br />
In una prima fase possiamo usare Netduino per creare un prototipo, per poi eseguire un porting del progetto su Picmicro in modo da abbattere i costi di realizzazione della centralina.</p>
<p>I sensori del mio prototipo sono tre, un sensore di temperatura analogico tipo <strong>MCP9700a</strong>, un sensore di luminosità basato su <strong>fotoresistenza</strong> e un sensore di umidità realizzato con due puntali da inserire nel terreno.<br />
Il Netduino acquisisce tramite gli ingressi analogici questi segnali e in base al suo software gestisce un piccolo relè che va a pilotare l&#8217;elettrovalvola.<br />
Nella figura seguente è rappresentato lo schema a blocchi:</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-1165 size-full" title="SchemaBlocchiAutoIrrigazione" src="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/SchemaBlocchiAutoIrrigazione.gif" alt="Schema Sistema Irrigazione Fai da Te" width="513" height="408" srcset="https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/SchemaBlocchiAutoIrrigazione.gif 513w, https://logicaprogrammabile.it/wp-content/uploads/2011/05/SchemaBlocchiAutoIrrigazione-300x238.gif 300w" sizes="auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px" /></p>
<p>Credo che le informazioni di questo articolo siano sufficienti per iniziare a costruire il proprio orto automatizzato. Certamente le nozioni per la realizzazione dell&#8217;impianto di microirrigazione sono da approfondire ma con un po di manualità si può apprendere da soli come impostare e realizzare il proprio sistema idrico.<br />
Per quanto riguarda la parte della realizzazione della centralina elettronica vi rimando al prossimo articolo.</p>
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